Buonabitacolo è un piccolo comune di 2825 abitanti, occupa una superficie territoriale pari a 15.39 Kmq e sorge ad un'altitudine di 501 metri sul livello del mare.

PDI per il tuo navigatore

Da questo link è possibile scaricare i Punti di Interesse da inserire nei navigatori più comuni

Cenni Storici

Fondata nel 1333 in una località scelta per la salubrità dell’aria e per la lontananza dalle antiche paludi del Vallo di Diano, Buonabitacolo è il luogo del “buon vivere”.

Qui la vegetazione è pressoché incontaminata: castagno, acero, cerro, carpino, sorbo, pero, ciliegio selvatico, corbezzolo, pino nero e pino d’aleppo; oltre al Bosso: presente nonostante la temperatura non proprio adatta. Lo si scorge lungo il percorso trekking, alla ne del quale ci si imbatte nei ruderi di un antico mulino ad acqua. Di costruzioni simili ce ne sono diverse fuori dall’abitato: la più denita è il cosiddetto mulino a vento, appartenuto ai De Martino, la cui pianta è identica a quella della Cappella
di Santa Maria degli Angeli: indizio che ha acceso un dibattito culturale – ancora irrisolto – sulla destinazione d’uso del fabbricato.

La fauna è di tutto rispetto e comprende diverse tra le specie protette presenti nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Dall’alto del Monte Carmelo è possibile avvistare l’Aquila reale e il falco pellegrino; mentre più a valle svariati tipi di farfalle, il Picchio nero e il muratore, il ghiro, la lontra, il ramarro, il Cervone, il Biacco, la Natrice, la Vipera, La Salamandra dagli occhiali; e sulla corteccia degli alberi il coleottero Rosalia alpina, di importanza europea.

 

Casale - Via Roma di seraLa nascita dell’antica Buonabitacolo è in linea con la pratica diusa nel basso medioevo dell’istituzione di borghi a carattere commerciale e mercantile, affrancati da tasse e dazi no al completo sviluppo. Busti reliquariA volerne la costituzione fu Guglielmo Sanseverino, signore di Padula, Sanza, Policastro (figlio di Tommaso, fondatore della Certosa di Padula). Dal 1407 – quando era già diventata feudo - appartenne all’armigero Russo de Specchio; dal 1505 al nobile Antonio De Cardona che nel 1564 la vendette a Nicola Grimaldi, principe di Salerno, che a sua volta cedette alla proposta di acquisto della famiglia D’Avalos: ciò spiega l’imponente inuenza artistica spagnoleggiante, molto evidente nelle sculture lignee religiose.

Il 23 settembre 1645 Diego D’Avalos vendette Buonabitacolo alla Certosa di Padula che edificò – fuori dall’abitato - una Grancia Certosina, per riscuotere e tenere a deposito granaglie e vettovaglie ad essa spettanti.

Intorno alla Grancia sorse il Borgo, separato dal più nobile Casale dalla Salita dell’Arco (oggi Via Brandileone) e da una porta che di notte veniva chiusa per impedirvi l’accesso ai borghigiani.

Nella scelta del sito per l’edificio certosino deve aver giocato un ruolo determinante la Fontana di San Donato, del 1545: che divenne una risorsa anche per i borghigiani, dalla cui devozione sorse anche l’omonima Cappella (1600) a navata unica che conserva ancora la statua di San Donato che pare sia stata barattata per uno “stuppieddo” di fagioli (misura pari a meno di dieci chili) offerto da un devoto buonabitacolese a un sanzese.

 

 Salita dell'arco - oggi via Bradileone

Grancia Cappella di San Donato  Borgo - Via SS. Trinità   Fontana di San DonatoMascherone - Fontana di San Donato