Buonabitacolo è un piccolo comune di 2825 abitanti, occupa una superficie territoriale pari a 15.39 Kmq e sorge ad un'altitudine di 501 metri sul livello del mare.

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Edifici e Oggetti di Culto

Chiesa della SS. AnnunziataStatua di San MIchele ArcangeloLa chiesa più antica dell’area urbana è la Santissima Annunziata, edicata secondo l’abitudine in uso nel XIV secolo di accorpare spazi per la cura degli infermi a luoghi di culto dedicati alla Madonna. Statua di San GiuseppeStatua dell'ImmacolataIl profondo restauro in chiave barocca, avvenuto tra il  Settecento e l‘Ottocento,le ha conferito elementi di assonanza con la Certosa di San Lorenzo: a partire dalla lavorazione dei portali, no alla cornice dell’accesso laterale, realizzata in pietra di Padula.Navata e Altare - Foto di Ciro Cartolano L’influenza spagnola è ravvisabile nelle icone sacre: sculture lignee realizzate da Giacomo Colombo, tra le quali l’Immacolata e San Michele Arcangelo. Madonna con bambinoLa navata unica della chiesa ospita anche altri simulacri, tutti databili tra il XVIII e il XIX secolo: S. Filippo Neri, S. Rita, la Madonna del Carmine, Maria Santissima, l’Addolorata, S. Giuseppe, un santo francescano, l’amato patrono S. Elia – interamente ricoperto d’oro – e l’ege di Gesù morto, disteso, con la corona di spine disposta accanto.

 

Chiesa della SS. Annunziata - AltareSotto l’abside semicircolare c’è un'altra pregevole opera attribuita alla mano giovanile di Giacomo Colombo, che decorò molte chiese del Mezzogiorno d’Italia fra il Seicento e il Settecento. Pala policromaL’icona, detta “cona” in dialetto locale, è una pala policroma in legno intagliato ragurante l’Annunciazione. Il quadro devozionale risale al 1690, quando Colombo aveva da poco completato la propria formazione artistica presso le botteghe napoletane, assorbendo ampiamente gli inussi del barocco spagnolo. L’immagine sacra è particolarmente cara ai buonabitacolesi, al pari della chiesa che la ospita che rappresenta un punto di riferimento importante per la comunità e per la formazione spirituale degli abitanti.
 
A destra della navata è custodito il Carro di Sant’Elia, a memoria della conclusione della vicenda terrena del Profeta Elia, che <fu assunto come in un carro di fuoco> come sancisce la Bibbia. La funzione del Carro è da sempre il trasporto della statua del Santo patrono in processione anche se al giorno d’oggi è portato a spalla dai fedeli buonabitacolesi per preservarne l’integrità. A destra della navata c’è una cappella che custodisce un pregevole Armadio Reliquiario proveniente dall’ex Convento Francescano dei Conventuali, dei quali resta memoria nella chiesa della SS. Trinità che sopravvisse al provvedimento di soppressione emesso da Papa Innocenzo X nel 1652 per chiudere le comunità che conducevano vita stenta.

Le ante dell’armadio sono sormontate da dipinti di santi, alcuni dei quali sono riproposti all’interno in versione plastica sotto forma di busti lignei reliquiari: Ecce Homo, San Carlo Borromeo, la Maddalena, Santa Giustina, San Giovanni Battista, l’Albero della Vita, Santa Caterina da Siena, la Vergine Annunziata, Sant’Antonio da Padova, oltre a Braccia e simboli della Passione di Cristo.
Le reliquie non furono esposte alla pubblica venerazione perché Mons. Vincenzo Addessi – durante la visita pastorale del 1886 – non rinvenne le autentiche necessarie a dichiararne originali più di tre.
Un mirabile restauro della cappella di Sant’Antonio di Padova - sita in Via Nazionale - ne ha esaltato la preziosa dotazione di suppellettili in ulivo massello, l’architettura romanica, i cornicioni. Durante i lavori di scavo è stato rinvenuto l’antico altare arescato, in calce, databile tra la ne del cinquecento e l’inizio del seicento (esistono però loni di pensiero che le attribuiscono datazione risalente al settecento, ipotesi che si basa sulla comparazione stilistica con i sotti del De Martino, al quale si vorrebbe attribuire l’opera). La chiesetta, destinata al culto del Santo lusitano, è accessibile nelle ore diurne. I buonabitacolesi ne sono molto orgogliosi perché rappresenta un piccolo gioiello architettonico, anche per la luminosità delle tinte scelte per il restauro.

Il culto per la Madonna ha assunto nel tempo diversi titoli: quello del “Carmelo” è stato introdotto dai monaci italo - greci. Buonabitacolo ha sempre nutrito grande amore per la Madre Celeste, sentimento cresciuto a dismisura agli inizi del 1700, quando fu edicato il Santuario che già dal 1762 era attrezzato per l’accoglienza di eremiti e frati pellegrini.

L’altare della chiesa – a navata unica – ospita la statua lignea della Madonna, scolpita da Sabino Peluso nel 1793; le nicchie delle pareti laterali custodiscono Sant’Elia e Sant’Antonio di Padova. Il legame del popolo con la Madonna del Carmine è “viscerale” – come ama denirlo il parroco Don Antonio Garone - è manifestato in particolare a Luglio quando c’è la novena ed è tempo che il simulacro discenda dall’alto del Monte Carmelo per soggiornare tre mesi nella Chiesa Madre, prima di risalire a settembre. Il Santuario è tra le chiese “extra habitatum” più antiche; le altre sono a valle - anche se l’urbanizzazione non le rende più definibili “esterne all’area urbana” – tra queste: la graziosa Chiesa del Calvario e la Cappella di San Biagio, a navata unica e pianta rettangolare, con l’altare in muratura e la statua del santo vestita delle insegne vescovili.